Lazio Bros

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Avventure in città
view post Posted on 2/8/2009, 10:19Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 10:05


Tanto tempo per nulla ...


Il decano va in giro per la sua Roma. E' felice ... in giro non c'è alcuno ... troppo sole ... troppo caldo ... vero, ovvio, ma per chi non è romano! Lui, che romano lo è. sa dove andarsela a cercare l'ombra ... sa dove andarsi a cercare quel refolo di venticello, che Roma sa sempre offrire ... no a lui, figlio suo, Roma non farebbe mai uno scherzo di cattivo gusto ... per lui ombra e venticello sono assicurati.
Viene da casa sua, attraversando i vecchi rioni, facendo su e giù come solo a Roma può accadere di trovarsi a fare. Passando a lato delle antiche mura, attraversando uno dei cento parchi pubblici, bevendo dagli amici suoi ... i nasoni, che, sempre generosi con tutti, gli danno quel fresco ristoro sia per la gola che, ma si diciamolo lo ha fatto almeno un tre o quattro volte oggi, per la sua "capoccia" veramente bisognosa di essere rinfrescata.
Lo sa dove sta dirigendosi, o meglio qualcosa lo sta spingendo là. Quel qualcosa era nato inavvertitamente ... l'altra mattina mentre, come suo solito prendeva il caffè al bar. Stava là ... quella faccia ... con quella bocca che lo aveva accompagnato nei suoi anni sin da bambino. Sin da quel giorno che mamma la aveva evocata per la prima volta. Sì, lo aveva accompagnato per tutti questi anni, anche se lui aveva sempre negato a sé stesso questa verità.

"Ah, non sei stato tu! E chi è stato sennò ... qui ci siamo tu ed io. Io non sono stata, quindi sei stato tu!"
"A ma', no ... nun so' stato io ... ma come to devo da di' ... io manco o vista a brocca finché nun m'hai chiamato che s'era rotta ... figurete si l'ho rotta io!
"Beh, il metodo per vedere se dici la verità c'è ... a Roma c'è sempre stato. Oggi pomeriggio andiamo alla Bocca della Verità e ci infili la mano dentro."
"E che vo' di' ce metti a mano dentro?"
"Ah, non lo sai? Bene sappi che il Signore, che si era travestito da dea Vesta ... tanto il Signore è giusto e la Giustizia la fa trionfare sempre e, comunque, non ha bisogno Lui di apparire sempre in prima persona o comunque si affida anche alle credenze popolari ..., regalò ai Romani antichi ... quelli che ti piacciono come niente altro ... una statua a forma di grande faccia. Ovviamente, essendo una faccia, aveva una bocca e dentro questa bocca ci si poteva mettere una mano grande o piccola che fosse. I giudici romani antichi, che erano giusti veramente, in caso di dubbio e per non mandare impunito alcuno avevano scoperto che il dono degli dei ... dicevano loro, ma noi sappiamo che l'aveva voluto Gesù ... era che se uno diceva la Verità la mano rimaneva intatta, mentre se diceva una bugia ... zacchete, la mano la tagliava di netto"
Il bambino di appena 6 anni, che era allora il decano, rimase impressionato, anzi terrorizzato perché, se la vogliamo dire tutta, la brocca di cristallo l'aveva rotta lui. Ma, anche se bambino, quel decano poi stupido, stupido non era e allora ribatté con fare fiero.
"E si è vera sta storia, perché nun la useno ancora invece de fa dumila processi a voto?"
"E perché ora ci siamo civilizzati e il sangue non ci piace più tanto. Ma a mali estremi estremi rimedi!"


Accidenti se se la ricordava quella storia! L'aveva sempre avuta in mente quando i casi della vita, spesso purtroppo, lo avevano indotto a dire bugie. Quella volta un impegno improvviso ... forse ... della madre non aveva permesso di fare la prova, ma ... Già ... stupido vero? ... ma lui l'aveva sempre portata dietro quella paura di essere sottoposto alla prova della mano e della Verità.

Ecco il decano è arrivato. Sbuca su piazza della Bocca della Verità, costeggiando ... sempre alla ricerca dell'ombra ... prima il colle del Campidoglio, poi la chiesa di
Sta lì, quel porticato ... Sono tanti anni, nenache li vuole contrare, che avrebbe voluto venire a vedere come fosse dal vero qualla facciona che pure aveva visto tante volte in foto o su film e documentari. Ah, ah ... ancora se la ricorda la scena con quella stupenda Hepburn in Vacanze Romane che esitava a mettere la mano nella bocca del faccione ... già lei esitava, ma lui non ha mai avuto il coraggio di andarci lì. Che nessuno lo senta ... è la prima volta che ci mette piede ... vero, ce la posso mettere la mano ... già la mano lì dentro ... il suo terrore in tutti questi anni.
Con quel fare forzatamente indifferente, che tutti capiscono falso, ma fortunatamente è solo, si avvicina alla faccia.
"Tiè, cio messo tant'anni, ma mica me metti paura ... è rivato er momento de sfidatte!" e con fare spavaldo allunga la mano destra verso la bocca spalancata. Poi la ritrae e per un impulso interno avanza la sinistra e quella infila chiudendo gli occhi.
Un freddo gelido accoglie la sua mano. Il marmo, non esposto al sole, ha ovviamente quella temperatura.
"E piantela de fa' er saputo ..." riesce a sgridarsi in quel momento di orgia mentale ... lui ha superato la sua paura.
"Ma dimme te, si ce dovevo da crede a sta stronzata ... n antro po' nun c'ereno manco e machine e io me stavo a cacà sotto da allora ..." insieme al pensiero esposto, c'è quello sommerso: vero ... quant'è cambiata Roma ....
"Favole der peggio Medio Evo ... niente più che favole medievali ... ma vaffan..." e si ferma in tempo e così il Signore nella Sua infinita bontà questi cento anni di Purgatorio glieli abbonerà.
Ride e neppure tanto sotto i baffi. Gli passa accanto una graziosa bionda e lui sente la necessità di metterla a parte di ciò che ha scoperto.
"Na favoletta medievale ..."
"What?" gli dice quella guardandolo stupita.
"Ah, sei straniera ... No, no problem ... I said a medieval tale" col suo sorriso da rimorchio.
"Pfff" fa quella infastidita e il decano sta per uscire.
Poi ci ripensa ... la guarda bene, non è affatto male, anzi ... è anche sola ...
"Sorry, madam, but do you know the ancient history of Bocca della Verità? Nooo? Then, you have to know ..." e la mente pensa avessimo svortato pe oggi

Alcune affermazioni sulle quali il decano vi invita a riflettere:

Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.
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Il mio obiettivo nella vita è quello di dare al mondo ciò che ho avuto la fortuna di ricevere.
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Una volta superata la misura, non c'è più alcun limite.
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Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore: il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire.
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Non si è mai abbastanza attenti nella scelta dei propri nemici.
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Chi vuol governare deve imparare a dire di no..
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È facile essere tolleranti verso i principi degli altri se non se ne hanno di propri.
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La malvagità, si dice, la si sconta nell'altro mondo; ma la stupidità in questo.
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Non esiste una situazione così intollerabile da far necessariamente sollevare gli esseri umani. La gente sopporta tutto, e più a lungo dura la situazione, più la sopporterà con calma.
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La storia stende sopra la lotta delle coscienze uno strato di eventi. In questo strato vibrano vittorie e sconfitte. La storia non le ricopre, anzi le fa risaltare.
Può andar la storia contro la corrente delle coscienze?
 
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view post Posted on 15/8/2009, 17:59Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 10:05


Na botta de curtura.

Solito gazebo. Baffone è impegnato a "fare il filo" alla ragazza che lavora all'Hotel Excelsior. Gli altri, pur senza dirglielo (questione di rispetto), lo guardano con occhio pietoso. "Ma ndo se crede d'anna'" pensano e certi sguardi lanciati come distrattamente la dicono lunga su questo loro credere. L'altro se ne frega bellamente e continua a fare lo "scivoloso".
Oggi, per darsi un contegno, stanno tutti facendo gli intellettuali. Il parlare dovrebbe essere ad alto livello ... ma poi la cultura è quella che è [NdA Cultura è scritto minuscolo e questo ha il suo perché].
Sono impegnatissimi in una idea tutta loro. Hanno deciso di inventarsi di girare una storia tipo finction. Ma forse sarà il caso di sentirli.
Antonio (che oggi sta fuori perché tanto non gira un'anima per strada e tanto meno entra nel suo locale) "Allora famo che c'è quello geloso de Scespir, come se chiama?"
Patata (sempre graziato dal Maresciallo che non è un boia e capisce che la casa del "domiciliato" è peggio di un inferno) "Amleto"
Mimmo (doveva andare a casa sua a Taranto, ma ha detto che in quei carnai che sono i treni di questi giorni ci girano gli stronzi e lui non lo è) "Otellooo. Ambleto è quello cor teschio. "
Antonio "Anfatti. c'è st'Otello che se ncazza co la moje, come se chiama?"
Patata "Giuglietta"
Mimmo "Quella è n'artra machinaaa ..."
Patata "... ma sempre mignotta è"
Antonio "Chiedemo a quello che sta a fa er cascamorto là nfonno, lui è laurato. Baffo', aò, come se chiama a moje der negro geloso?"
Baffone (smadonnando in cuor suo per l'interruzione) "Desdemona ... uffa questi, allora stavamo a di' ..."
Antonio "Nzomma, questo se n'cazza colla moje Desdemina perchè lei sta fa i chupa chup a quell'artro... aò, svejate, come se chiama quell'artro?"
Baffone (alzando gli occhi al cielo come a dire quanta pazienza ci voglia con questi) "Aridaje, ma rompete sempre? ... Iago.. me sembrate scemi ..."
Antonio "Nzomma Otello je dice: a Desdè, nun fa la zoccola cò Iago. e litigheno, però poi.."
Patata "... colla machina nòva fanno pace! "
Mimmo "Bravo! cambiamo a traggedia, capito come?"
Antonio "Aò, ammé me piace. E' na cosa de curtura ... ce fai sempre n figurone"
Baffone (come in trance, recita una battuta del dramma shespiriano) "...noooo, Cassio, Cassio.."
Antonio "Cassio dice?"
Patata "Dice che a ficzion a giramo su la Cassia. Lascelo provacce ... no su la Cassia no! ce stanno l'ingorghi, mejo a Tuscolana".
Mimmo "Ma quello nun è er negro de Venezzia? famolo a Venezzia!!!"
Antonio "Ammappa, te ricordi puro a città. ma che sei laurato pure te?"
Patata "Ma a Venezzia ce stanno le strade?"
Antonio "Ma che te frega, tanto quelli sò der medievo, manco ce stavano e machine"
Patata "A', è come na specie de metafera.. sghicio!"
Mimmo "Vabbè, pure questa se la semo levata dàrca. ndannamo a pranzo?"
Antonio "Zusci?"
Patata "A me n me piace qua schifezza giapponese. Annamo dar buiaccaro"
Mimmo "Ciaraggione"
Antonio "Io me faccio na pajata"
Patata "Io na matriciana".
Mimmo "Io l'ossobbuco".
Baffone (che faceva finta di non sentirli, ma aveva le orecchie appizzate) "Anfami ... ecchecazzo vengo puro io ... me faccio er pollo co li peperoni ch'er sor Giulio è n mago a fallo ... scusami bellezza, ma l'amichi chiameno e tocca che vado ... s'arivedemo dopo quanno smonti stanotte, che ciò n'idea ...".

Alcune affermazioni sulle quali il decano vi invita a riflettere:

Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.
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Il mio obiettivo nella vita è quello di dare al mondo ciò che ho avuto la fortuna di ricevere.
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Una volta superata la misura, non c'è più alcun limite.
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Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore: il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire.
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Non si è mai abbastanza attenti nella scelta dei propri nemici.
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Chi vuol governare deve imparare a dire di no..
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È facile essere tolleranti verso i principi degli altri se non se ne hanno di propri.
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La malvagità, si dice, la si sconta nell'altro mondo; ma la stupidità in questo.
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Non esiste una situazione così intollerabile da far necessariamente sollevare gli esseri umani. La gente sopporta tutto, e più a lungo dura la situazione, più la sopporterà con calma.
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La storia stende sopra la lotta delle coscienze uno strato di eventi. In questo strato vibrano vittorie e sconfitte. La storia non le ricopre, anzi le fa risaltare.
Può andar la storia contro la corrente delle coscienze?
 
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