Na botta de curtura.Solito gazebo. Baffone è impegnato a "fare il filo" alla ragazza che lavora all'Hotel Excelsior. Gli altri, pur senza dirglielo (questione di rispetto), lo guardano con occhio pietoso. "Ma ndo se crede d'anna'" pensano e certi sguardi lanciati come distrattamente la dicono lunga su questo loro credere. L'altro se ne frega bellamente e continua a fare lo "scivoloso".
Oggi, per darsi un contegno, stanno tutti facendo gli intellettuali. Il parlare dovrebbe essere ad alto livello ... ma poi la cultura è quella che è [NdA
Cultura è scritto minuscolo e questo ha il suo perché].
Sono impegnatissimi in una idea tutta loro. Hanno deciso di inventarsi di girare una storia tipo finction. Ma forse sarà il caso di sentirli.
Antonio (che oggi sta fuori perché tanto non gira un'anima per strada e tanto meno entra nel suo locale) "Allora famo che c'è quello geloso de Scespir, come se chiama?"
Patata (sempre graziato dal Maresciallo che non è un boia e capisce che la casa del "domiciliato" è peggio di un inferno) "Amleto"
Mimmo (doveva andare a casa sua a Taranto, ma ha detto che in quei carnai che sono i treni di questi giorni ci girano gli stronzi e lui non lo è) "Otellooo. Ambleto è quello cor teschio. "
Antonio "Anfatti. c'è st'Otello che se ncazza co la moje, come se chiama?"
Patata "Giuglietta"
Mimmo "Quella è n'artra machinaaa ..."
Patata "... ma sempre mignotta è"
Antonio "Chiedemo a quello che sta a fa er cascamorto là nfonno, lui è laurato. Baffo', aò, come se chiama a moje der negro geloso?"
Baffone (smadonnando in cuor suo per l'interruzione) "Desdemona ... uffa questi, allora stavamo a di' ..."
Antonio "Nzomma, questo se n'cazza colla moje Desdemina perchè lei sta fa i chupa chup a quell'artro... aò, svejate, come se chiama quell'artro?"
Baffone (alzando gli occhi al cielo come a dire quanta pazienza ci voglia con questi) "Aridaje, ma rompete sempre? ... Iago.. me sembrate scemi ..."
Antonio "Nzomma Otello je dice: a Desdè, nun fa la zoccola cò Iago. e litigheno, però poi.."
Patata "... colla machina nòva fanno pace! "
Mimmo "Bravo! cambiamo a traggedia, capito come?"
Antonio "Aò, ammé me piace. E' na cosa de curtura ... ce fai sempre n figurone"
Baffone (come in trance, recita una battuta del dramma shespiriano) "...noooo, Cassio, Cassio.."
Antonio "Cassio dice?"
Patata "Dice che a ficzion a giramo su la Cassia. Lascelo provacce ... no su la Cassia no! ce stanno l'ingorghi, mejo a Tuscolana".
Mimmo "Ma quello nun è er negro de Venezzia? famolo a Venezzia!!!"
Antonio "Ammappa, te ricordi puro a città. ma che sei laurato pure te?"
Patata "Ma a Venezzia ce stanno le strade?"
Antonio "Ma che te frega, tanto quelli sò der medievo, manco ce stavano e machine"
Patata "A', è come na specie de metafera.. sghicio!"
Mimmo "Vabbè, pure questa se la semo levata dàrca. ndannamo a pranzo?"
Antonio "Zusci?"
Patata "A me n me piace qua schifezza giapponese. Annamo dar buiaccaro"
Mimmo "Ciaraggione"
Antonio "Io me faccio na pajata"
Patata "Io na matriciana".
Mimmo "Io l'ossobbuco".
Baffone (che faceva finta di non sentirli, ma aveva le orecchie appizzate) "Anfami ... ecchecazzo vengo puro io ... me faccio er pollo co li peperoni ch'er sor Giulio è n mago a fallo ... scusami bellezza, ma l'amichi chiameno e tocca che vado ... s'arivedemo dopo quanno smonti stanotte, che ciò n'idea ...".
Alcune affermazioni sulle quali il decano vi invita a riflettere:
Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.
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Il mio obiettivo nella vita è quello di dare al mondo ciò che ho avuto la fortuna di ricevere.
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Una volta superata la misura, non c'è più alcun limite.
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Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore: il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire.
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Non si è mai abbastanza attenti nella scelta dei propri nemici.
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Chi vuol governare deve imparare a dire di no..
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È facile essere tolleranti verso i principi degli altri se non se ne hanno di propri.
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La malvagità, si dice, la si sconta nell'altro mondo; ma la stupidità in questo.
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Non esiste una situazione così intollerabile da far necessariamente sollevare gli esseri umani. La gente sopporta tutto, e più a lungo dura la situazione, più la sopporterà con calma.
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La storia stende sopra la lotta delle coscienze uno strato di eventi. In questo strato vibrano vittorie e sconfitte. La storia non le ricopre, anzi le fa risaltare.
Può andar la storia contro la corrente delle coscienze?